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PayTourist e la gestione della tassa di soggiorno

    PayTourist è il software innovativo per la gestione della tassa di soggiorno, che si occupa in modo
    intelligente non solo della gestione completa della tassa per la varie strutture ricettive presenti sul
    territorio comunale, ma riesce a regolamentare un settore, quello degli affitti brevi (dette anche
    “locazioni turistiche short lets”), che ha visto negli ultimi anni un proliferare di annunci sui vari
    portali di prenotazione online come Airbnb o Booking.
    Ma facciamo prima un passo indietro.

    Cos’è la tassa di soggiorno?

    L’imposta è stata introdotta con legge nazionale, e rivista ultimamente con uno specifico
    emendamento sulla legge di bilancio a dicembre 2017, che dà facoltà ai Comuni turistici di poter
    introdurre un imposta sul pernottamento dei turisti che soggiornano all’interno del territorio
    comunale di pertinenza.

    A cosa serve la tassa di soggiorno e quali finalità si pone?

    L’introduzione di questa imposta viene deliberata da un comune al fine di permettere di reinvestire
    il riscosso nel settore turistico, migliorando i servizi già esistenti, soprattutto nel periodo di maggior
    afflusso turistico, e magari poterne integrare di nuovi. Di fatto però molto spesso, la tassa di
    soggiorno pur nascendo come tassa di scopo, finisce per colmare semplicemente i buchi di bilancio
    dei Comuni in difficoltà.

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    Quali sono le prospettive su questo tema che si prefigge l’attuale Governo?

    La strada che probabilmente verrà percorsa dall’attuale Governo sarà quella di mantenere, attiva
    l’imposta ma certamente di rendere obbligatorio, per i Comuni che hanno scelto di adottarla, che il
    riscosso vada a finire in una voce di bilancio specifica e strettamente legata a quanto disposto dal
    Ministero del Turismo e Beni Culturali. Diciamo che la commistione degli introiti per i Comuni non
    sarà più possibile per questa voce.

    Come si integra questa tassa con le prenotazioni provenienti dai cosiddetti “Portali Online”?

    La soluzione auspicabile è quella di prevedere per tutte le transazioni online, dove sono gli stessi
    Portali di prenotazione online che intervengono nel pagamento della prenotazione tra i loro utenti, a
    trattenere e riversare agli Enti competenti l’incasso delle tassa di soggiorno.
    E adesso veniamo al punto.

    Come si fa a creare un collante, una integrazione tra quanto dovuto e pagato online, con
    quanto riscosso offline, cioè dalle strutture ricettive tenute all’incasso, ma che non hanno ricevuto
    una prenotazione tramite un portale di intermediazione?

    Si faccia il caso di un privato che pubblicizza il proprio affitto breve online ma incassa il
    corrispettivo solo all’arrivo dell’ospite presso la propria struttura, come si può intervenire in questo
    caso? I gestori delle strutture ricettive rimangono comunque coobbligati con i Portali Online?
    Tutte queste problematiche, e molte altre ancora, sono state superate brillantemente, dal software
    PayTourist che ha già sviluppato una integrazione a tali quesiti, tramite dei processi scalabili ed
    automatizzati. E i dati lo dimostrano.
    Già solo dopo alcuni mesi dall’introduzione del software PayTourist nei Comuni di Polignano a
    Mare e di Camerota, le strutture censite sono più che raddoppiate e gli incassi della tassa di
    soggiorno hanno già un trend positivo di oltre il 110% rispetto gli anni precedenti.
    Ma la nota positiva soprattutto è che il sistema PayTourist, così come strutturato, è stato
    piacevolmente accolto dai gestori delle strutture ricettive locali, che hanno scoperto in questo
    applicativo innovativo, oltre alla facilità di utilizzo, anche uno strumento per regolare il comparto
    turistico locale, rendendo giustizia a chi opera in modo serio e fa turismo in modo trasparente.
    Infatti la protezione della offerta turistica in un dato territorio, permette di innalzare il livello
    qualitativo dell’offerta ricettiva immessa sul mercato, concentrandosi in tal senso solo sul turista,
    che di fatto è poi colui il quale è chiamato a pagare la tassa di soggiorno.
    Sotto questo aspetto quindi l’introduzione di PayTourist nei Comuni a vocazione turistica ha
    prodotto i seguenti effetti:

    • Censimento delle strutture ricettive, anche extra-alberghiere;
    • Sistema di gestione totalmente trasparente;
    • Premiazione delle strutture più meritevoli;
    • Protezione del comparto turistico;
    • Reinvestimento mirato della tassa di soggiorno in base alle reali necessità di miglioramento;
    • Automazione e facilità di individuazione delle irregolarità;
    • Semplificazione dei processi di riscossione ed accertamento;
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    Insomma un sistema innovativo che guarda al futuro, che ha fatto del turismo sano e regolamentato
    la sua declinazione primaria.